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ΗΕΠΗΔΙΣΤΙΟΝ Ηεπηαιςσιον Il nome originale di Efestione era Hephaistion, successivamente è stato latinizzato in Hephaestion. Hephaistion non era un nome comune in Macedonia, ma era abbastanza diffuso ad Atene: forse la sua famiglia era originaria di Atene, ma Efestione è nato a Pella nel 356 a.C. . Suo padre si chiamava Amyntor (o Amyntas), e pare fosse un nobile intellettuale di notevole peso politico. Non conosciamo il nome di sua madre, ma probabilmente il nonno si chiamava Demetrios.
Curzio Rufo racconta che, dopo la vittoria di Isso, Alessandro andò assieme ad Efestione a parlare a Sisisgambe (la madre di Dario) per prometterle che avrebbe trattato la sua famiglia con il massimo rispetto. Questa si buttò ai piedi di Efestione pensando che lui fosse il re, poi, accorgendosi dell’errore, si inginocchio davanti ad Alessandro, che gli rispose: «Non hai sbagliato, madre. Infatti anche lui è Alessandro». Raccontando questo aneddoto, Curzio Rufo ci regala l’unica vera descrizione dell’aspetto fisico di Efestione: Efestione era di gran lunga il più caro tra tutti gli amici del re, era stato educato assieme a lui ed era il custode di tutti i segreti. Nessun altro aveva più libertà di lui nell’ammonire il re, ma lo faceva in un modo che sembrava concesso dal re, non arrogato da lui stesso. Anche se erano pari d’età, Efestione aveva una corporatura più fiera. Dopo la battaglia di Isso, Efestione ricevette un incarico molto importante. Alessandro aveva deciso di non inseguire Dario, ma di marciare lungo la costa per conquistare i porti persiani, ed incaricò Efestione di trovare un re per uno di questi porti, Sidone. Efestione scelse un tale Abdalonymus (forse era un semplice contadino), che regnò a lungo su Sidone.
Dopo la disastrosa campagna di Gedrosia in cui quasi metà della spedizione rimase uccisa, Alessandro ordinò di organizzare un banchetto in onore di Dioniso per festeggiare i sopravvissuti: in questa occasione regalò ad Efestione una grossa corona di oro massiccio e lo nominò Ciliarca (la carica che era rimasta vacante dopo l’esecuzione di Bagoas, non l’eunuco ballerino ma colui che aveva assassinato vari re persiani). Questa carica, la più importante dopo quella di Alessandro stesso, lo rese nemico di Eumene. Prima della nuova campagna d’Arabia, che non ebbe mai luogo, Alessandro indisse lo sposalizio di Susa per se e per i suoi ufficiali. Tutti i generali sposarono aristocratiche persiane per incoraggiare la mescolanza tra le due razze, Alessandro sposò Statira, figlia di Dario III, e diede Drypetis, la sorella minore, in sposa ad Efestione. Voleva che nelle vene dei loro figli scorresse lo stesso sangue, ma sfortunatamente questo non accadde mai. Da Susa, Alessandro riportò l’esercito ad Ecbatana e ordinò di organizzare grandi giochi. In quei giorni Efestione si ammalò di febbre e nausea. Certamente il suo indissolubile amore per Alessandro gli aveva procurato molti nemici a corte e nell’esercito, ma non si può escludere che egli si sia ammalato davvero. Probabilmente nemmeno Alessandro seppe mai se Efestione era morto per avvelenamento o no. L'ira di Alessandro fu terribile. Venuto a sapere della morte dell'amante si precipitò a casa di questi e vedendolo morto si accasciò sul corpo piangendo, rimanendo lì per ore. Fece tagliare le criniere di tutti i cavalli, lui stesso si tagliò i capelli e non permise che nell'accampamento si suonasse o si festeggiasse per molti mesi. Sembrava un uomo finito. Nemmeno l'uccisione di Glauco calmò la sua furia. Nell’Alexander di Klaus Mann leggiamo:
Si dice che, per liberarsi dal dolore di quella morte, Alessandro sottomise la tribù dei Cossei e fece uccidere tutti i giovani in età di combattere (quest'ultima strage prese il nome di “sacrificio funebre per Efestione”). Fece costruire un grande mausoleo per lui a Babilonia, e ordinò un mitico e ciclopico monumento affidandolo all'artista Stasicrate. L'idea fu poi abbandonata, perché Alessandro morì pochi mesi dopo. |