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ll tuo sorriso casuale era come un momento di libertà.
Un sussurro con voce spenta, un respiro marchiato sul collo, la tua mano
lasciata scorrere lungo la mia testa, intrecciando le dita nei capelli
mentre chiudevi gli occhi e ti lasciavi andare tremante nelle mie braccia,
come acqua su vetro.
Era forse la mia una consapevolezza sognatrice, un misero desiderio da
sciocco imperatore,
l'imperatore dei miei istinti, dei miei scatti d'ira, del mio amore... del
mio corpo. Ma adesso non so se sia più facile credere in questa dolce pazzia
o in questa gloriosa tristezza che mi fa piegare sulle ginocchia.
Questo é ciò che sono adesso, un re senza un cuore, il pazzo é finalmente
libero, il mio destino é nel vento e non ho più un ruolo da assegnare
all'amore.
Difenderò ancora una volta il mio sogno di te, simbolo della fede in cui
sono, seguendo la strada che corre davanti a me.
La mia aquila è caduta, oltre le tempeste della vita oltre la morte vivrai e
non ci saranno mali peggiori.
E adesso? Dov'è quell'amore? L'amore che risponde al mio grido per te?
Se mai il più limpido dei fiumi potesse sussurrare il tuo nome...
Aspettami...
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